Bulbo pilifero: tutto quello che dovresti sapere

Bulbo pilifero

Il bulbo pilifero costituisce quella che comunemente, ma erroneamente, viene definita radice del capello. È posizionato nella parte inferiore del follicolo pilifero ed è la zona deputata alla crescita del capello. All’interno del bulbo pilifero hanno origine i melanociti, che formano il pelo ad una velocità di circa un centimetro al mese.

I bulbi piliferi sono disposti in unità follicolari, ossia raggruppamenti di 2, 3, 4 bulbi (a volte anche 5 o 6, soprattutto in soggetti con capelli molto fitti). Ogni unità follicolare comprende bulbo pilifero, muscolo erettore del pelo e ghiandola sebacea. La disposizione delle unità follicolari è per lo più geometrica. Un bulbo pilifero sano è tondeggiante e presenta un diametro molto più largo rispetto a quello del fusto del capello.

La struttura del follicolo pilo-sebaceo

Il follicolo pilo-sebaceo è costituito da fusto, ghiandola sebacea, muscolo erettore, bulbo con papilla pilifera, guaine epiteliali e guaina connettivale. Il follicolo si divide in parte superiore, che parte dall’ostio follicolare, e parte inferiore, che si origina dal muscolo erettore. La membrana epiteliale esterna presenta un rigonfiamento chiamata area del bulge, deputata alla formazione delle cellule staminali capaci di dar origine al capello.

Disturbi ed effetti degenerativi del bulbo pilifero

Come precedentemente ribadito, il bulbo si trova all’interno del follicolo pilifero ed ha l’importante funzione di nutrirlo. Sebbene un bulbo possa sembrare apparentemente sano e in condizioni ottimali, esistono innumerevoli patologie che possono colpirlo da vicino. Qui di seguito vi forniremo un focus sui 6 disturbi ed effetti degenerativi che sono sconosciuti ai più, o comunque considerati una rarità.

Bulbo a punto esclamativo

Questa peculiare tipologia di bulbo pilifero si manifesta nei casi di alopecia areata, una patologia cronica infiammatoria che colpisce i follicoli piliferi del cuoio capelluto. Il bulbo a punto esclamativo si presenta piccolo e assottigliato.

Bulbo ricurvo

Se un bulbo non riceve il corretto nutrimento a causa di una cattiva circolazione sanguigna della papilla dermica, produrrà capelli fragili e sottili. In questi casi specifici, a causa della scarsa irrorazione del sangue, le sostanze nutritive non riescono ad arrivare alla papilla dermica. Di conseguenza indeboliscono i capelli che appaiono deboli e spenti.

Bulbo atrofico

Si tratta di un bulbo in cattive condizioni di salute causate dall’azione dei radicali liberi, ad anomalie del cuoio capelluto o a malnutrizione. Un bulbo atrofico non è più in grado di far crescere i melanociti e può scatenare la caduta dei capelli. È possibile trovarlo sia su un cuoio capelluto grasso che arido.

Seborrea o ipersecrezione sebacea del cuoio capelluto

Il sebo è il prodotto finale delle ghiandole sebacee. É costituito da detriti cellulari, materiale lipidico e tracce di cheratina. Quando raggiunge la superficie, viene rilasciato a livello dell’ostio follicolare e si riversa sul cuoio capelluto. Spesso l’eccessiva produzione di sebo può occludere l’orifizio follicolare e, di conseguenza, la cute dei capelli diventa unta e oleosa. I capelli sembrano sporchi e talvolta emanano odore sgradevole. Al tatto e alla vista provocano una sensazione poco piacevole che può imbarazzare il diretto interessato e chi gli sta attorno.

Iperidrosi del cuoio capelluto

L’eccessiva produzione di sudore sulla superficie del cuoio capelluto viene definita iperidrosi. Chi è affetto da iperidrosi del cuoio capelluto presenta una cute dal colore biancastro, sudata, non lucida e con le punte dei capelli secche. Tra le cause che possono scatenare una iperidrosi temporanea sono iperattività fisica, influenza, sauna, vomito e diarrea. Le cause che invece possono scatenare una iperidrosi cronica sono l’ipertiroidismo, nota patologia a carico della tiroide, l’ipoglicemia e l’alcoolismo. Sono state diagnosticate anche cause di natura psicologica, in particolar modo nei soggetti giovani, che possono scatenare un processo di iperidrosi costante.

Follicolite del cuoio capelluto

Si tratta di un’infezione che colpisce i follicoli piliferi del cuoio capelluto e può manifestarsi in diverse forme, più o meno gravi. Spesso è causata dal batterio Staphilococcus Aureus, un microrganismo che vive sulla nostra cute senza creare alcun disturbo. In circostanze specifiche però, approfittando dell’indebolimento del cuoio capelluto dipeso da patologie dermatologiche o trattamenti aggressivi, può attaccare i follicoli e scatenare un’infezione. Tra i sintomi della follicolite del cuoio capelluto annoveriamo arrossamenti, piccole croste, bolle piene di pus, brufoli, prurito, irritazione e dolore in testa.

In caso di follicolite profonda, l’infezione coinvolge l’intero follicolo pilo-sebaceo e artiva negli strati più interni dell’epidermide. Tra i sintomi principali della follicolite profonda annoveriamo pustole, grandi rigonfiamenti, croste e cicatrici post guarigione.

Infine esiste una terza tipologia di follicolite del cuoio capelluto e rappresenta la più grave: la follicolite decalvante. In questo caso l’infezione coinvolge un’area più estesa del cuoio capelluto e si manifesta mediante escoriazioni, cicatrici, pustole e una significativa caduta dei capelli.

La follicolite del cuoio capelluto può essere curata sia con la terapia farmacologica, che prevede l’assunzione di antibiotici e/o antimicotici, che mediante rimedi omeopatici. Un eccellente rimedio naturale contro la follicolite è l’olio essenziale di Tea tree oil: un potente antisettico in grado di contrastare la follicolite causata da batteri.

 

(Fonte immagine: Pixabay)
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