Rinoplastica: prima e dopo

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La rinoplastica è l’intervento di correzione dei difetti estetici o funzionali del naso e del setto nasale. É uno degli interventi di chirurgia plastica estetica più richiesti negli ultimi anni nonostante sia anche uno dei più complessi nella pianificazione e nell’esecuzione.

La pratica di rimodellamento nasale è indicata in tutti coloro che desiderano modificare il proprio aspetto migliorandolo in modo permanente senza stravolgere la fisionomia del viso. Il naso può infatti essere corretto nelle dimensioni, nella forma (incavato o gobbo), nella punta, nelle narici o nell’inclinazione rispetto a fronte e bocca con la possibilità di armonizzarlo rispetto al viso dello specifico paziente.

Prima della rinoplastica: motivazioni e preparazione

Le motivazioni per decidere di rifarsi il naso possono non essere esclusivamente estetiche: la rinoplastica (o rinosettoplastica) infatti si occupa della correzione dei difetti respiratori quali deviazioni, polipi e deformazioni del canale respiratorio in grado di provocare fastidi e patologie.

Qualsiasi siano le motivazioni la fase più delicata resta quella pre operatoria che prevede la scelta del giusto professionista. Il chirurgo non deve in questo caso solamente occuparsi dell’intervento ma anche riprogettare completamente il naso del paziente unendo le esigenze di questo con le possibilità realmente ottenibili dall’intervento, riducendo al minimo cicatrici e rischi di complicanze.

Scelto il medico possono essere necessarie più visite per la progettazione dell’operazione, anche con l’ausilio di ricostruzioni in computer grafica del viso del paziente. É importante sottolineare che le limitazioni di età per rifarsi il naso impongono di attendere il completo sviluppo delle cartilagini ossia i 15/16 anni, senza distinzioni di sesso. Particolari conformazioni del naso dovute all’etnia o a precedenti incidenti non rappresentano un problema ma devono essere considerate nelle fasi preparatorie dell’intervento.

L’intervento di rinoplastica

L’intervento di rinoplastica prevede due possibilità di azione ovvero rinoplastica aperta e chiusa. Se la prima è più precisa e prevede un piccolo taglio che permette di scoprire tutte le ossa e cartilagini del naso, la seconda è eseguita dall’interno delle narici senza la possibilità del controllo visivo del chirurgo ma con il vantaggio di non lasciare alcun segno o cicatrice visibili.

La scelta del tipo è legata anche all’entità dell’intervento che, nel caso debba coprire aree di vaste dimensioni, si svolge generalmente con tecnica aperta. Stessa logica seguono l’anestesia che può essere locale o totale e la possibilità di operare in day surgery o con un piccolo ricovero.

In ogni caso l’intervento prevede in genere la rimozione delle parti cartilaginee o ossee in eccesso con conseguente spianamento e riduzione delle dimensioni del naso. In caso di depressioni sono invece utilizzati particolari prodotti permanenti o semipermanenti chiamati filler in grado di riempire le cavità che provocano inestetismi.

La durata dell’operazione va dai 15 minuti per le correzioni minime a poco più di due ore per ricostruzioni importanti. In alcuni casi possono essere necessari piccoli interventi aggiuntivi di perfezionamento per garantire risultati ottimali. Alcuni interventi sono addirittura reversibili in quanto i rimodellamenti non sempre obbligano alla rimozione. Si può in alcuni casi correggere le geometrie tramite spostamenti e punti di sutura che permettono ampio margine per perfezionamenti futuri.

Dopo la rinoplastica

Il decorso post operatorio non è particolarmente limitante o doloroso. Le prime 48 ore sono generalmente le più critiche poiché richiedono la totale immobilità del naso e sono trascorse generalmente a letto. In questa fase possono essere applicati dei tamponi che sostengono le narici intralciando la respirazione o in alternativa delle colle per mantenere il tutto in posizione.

Trascorsa questa fase, che prevede anche possibili ematomi estesi fino alla zona degli occhi, è possibile tornare gradualmente alle proprie attività. Durante la prima settimana per proteggere il naso si utilizza un gesso o una piastra metallica coperta da un cerotto allo scopo di evitare traumi accidentali.

In 10 giorni si ha il recupero totale della parte ossea e cartilaginea oltre alla scomparsa totale di eventuali ecchimosi. In realtà le strutture ossee possono richiedere fino a 6 mesi per la completa stabilizzazione biologica ma il processo non è avvertito da parte del paziente.

La parte che richiede un maggior tempo di guarigione è invece la mucosa nasale che può dare fastidi fino a 20 giorni dopo l’intervento di rinoplastica. Disagi comunque attenuabili con inalazioni di acido ialuronico che riduce i fastidi grazie ai suoi effetti biostimolanti.

I tempi di recupero sono comunque indicativi e possono essere significativamente ridotti dall’abilità del medico che opterà per il minor grado di invasività possibile. Le complicanze sono rare e di natura operatoria come infezioni o cedimenti da traumi nella fase di recupero, comunque individuate e corrette nei controlli di routine che seguono i primi mesi dopo la ricostruzione.

Il risultato finale è definitivo e non prevede ritocchi periodici garantendo una migliore percezione del proprio aspetto per il resto della vita. Con la rinoplastica infatti bastano poche settimane di recupero e il giusto professionista per garantire a chiunque un volto simmetrico e armonioso.

Fonte immagine: Pixabay

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