Febbre: che cosa è e quando cominciare a preoccuparsi

Febbre

Si conosce da quando si ha memoria, ci si comincia a fare i conti praticamente fin dalle prime fasi di vita ed è, in alcuni casi, compagna fedele di virus ed infezioni. Stiamo parlando ovviamente della febbre che, nell’essere umano, è praticamente all’ordine del giorno.

Su di essa vengono ricercate ogni giorno centinaia di notizie. Noi qui nel nostro spazio, come sempre, abbiamo dedicato alla febbre un ampio paragrafo. Daremo di seguito una definizione del termine, strettamente collegata a quella di temperatura corporea, aprendo infine una parentesi su quando cominciare a preoccuparsi quando si ha la febbre.

Che cosa è la febbre?

Prima di parlare di febbre, è necessario porre dei chiarimenti sul concetto di temperatura corporea. Nell’uomo, questa è generalmente di 37°: valore approssimativo, tuttavia, poiché la temperatura oscilla da soggetto a soggetto ed è sensibile a variazioni anche in uno stesso individuo: pensate che può variare, crescendo, anche dopo un pasto in base alle calorie assunte. Impostarne uno standard è praticamente impossibile.

L’uomo è un animale omeotermo, capace cioè di mantenere stabile la propria temperatura. Questa è considerata stabile, normalmente, tra i 36 e i 37,2 gradi. Quando si va oltre questa soglia si parla di febbre, ovverosia di una alterazione causata da uno spostamento a valori patologici del sistema di regolazione dell’ipotalamo, per effetto delle citochine pirogene. Queste sono liberate in segno di risposta all’azione di agenti infettivi e infiammatori. La tanto bistrattata febbre è una risposta immunitaria a varie cause infettive o virali.

Combattere la febbre

La febbre è un momento passeggero, assolutamente naturale come abbiamo scoperto poc’anzi. Difatti i suoi sintomi sono ben definiti: stanchezza, spossatezza, particolare sensibilità al calore, mal di testa, raffreddore e via dicendo. Ogni individuo presenta almeno uno di questi malanni. Tutto quel che c’è da fare è armarsi di termometro, sia a mercurio sia a infrarossi, e mettersi a riposo.

Tra i rimedi naturali più suggeriti c’è l’acqua: berne molta aiuterà a far calare la temperatura. Sul fronte dei rimedi erboristici, generalmente vengono considerati particolarmente salutari sambuco, viola mammola, tiglio e menta. Ovviamente, molti farmaci sono indirizzati esclusivamente alla cura della febbre.

Quando c’è da preoccuparsi

La febbre, generalmente, ha una durata di massimo 7 giorni. La temperatura, schizzata improvvisamente, comincia lentamente a diminuire ed in una settimana torna tutto normale. Altre volte invece la febbre continua ad essere alta, superando i trentotto gradi e tendendo a stabilizzarsi a quella temperatura. In questo caso la preoccupazione è maggiore.

Significa in una sola parola che c’è la presenza di altre infezioni o di particolari virus. Il nuovo Covid-19, ad esempio, ha nella sua sintomatologia anche la febbre particolarmente alta. La gente, proprio per questo, è spaventata ma per fortuna esistono tanti strumenti a disposizione per rendersi conto del potenziale pericolo e farvi fronte: tra questi gli “amici” della cosiddetta Fase 2, il saturimetro e il termoscanner. Ed ovviamente i tanti specialisti di settore che possono assistere al meglio pazienti con “problemi” di temperatura troppo alta.

Fonte immagine: Ohga!

CONDIVIDI