Le mascherine: uno strumento per il presente ma anche per il futuro

mascherina protettiva

Indossare la mascherina oltre che un obbligo di legge è anche uno dei pochissimi strumenti realmente efficaci che abbiamo a disposizione contro la diffusione del Covid. Non è un caso che molti esperti la definiscano l’utilizzo della mascherina come il vero vaccino che andrà a chiudere per sempre il diffondersi della pandemia.

Fin dal primo lockdown l’importanza di scegliere le migliori mascherine protettive è risultata subito cruciale. Visto che era primavera, chi soffriva di problemi respiratori dovuti a pollini e quant’altro ha scoperto che con la mascherina anche le allergie stagionali non davano più fastidi.

Vi è da dire che sulle mascherine è circolata molta disinformazione, specie nei primi mesi di pandemia, ed è giusto qui di seguito fare un po’ di chiarezza a tal proposito.

L’importanza dell’uso della mascherina

Iniziamo subito con il chiarire questo concetto fondamentale: la mascherina è un importante supporto nell’impedire la diffusione del virus Covid 19.

Per quanto sia difficilmente misurabile la sua efficacia e per quanto gli studi in merito siano interpretabili, la mascherina è senza dubbio uno scudo in più contro batteri e virus.

Secondo alcuni studi infatti l’uso della mascherina permetterebbe un filtraggio che ridurrebbe di due terzi la presenza del virus andando così a ridurre il rischio di contagio.

L’azione di questo dispositivo di protezione è dunque importante. Per fare sì che questa azione raggiunga l’efficacia massima però è necessario capire meglio il loro funzionamento e le loro tipologie.

Infatti esistono regole per un corretto utilizzo di questi strumenti di protezione e diverse tipologie di mascherine che offrono prestazioni diverse, seppure tutte orientate allo stesso scopo.

Quali sono le migliori mascherine per proteggerci?

Per rispondere con chiarezza a questa domanda bisogna intanto introdurre nel discorso le diverse tipologie di mascherine presenti sul mercato. Bisognerà dunque dire che le mascherine si possono dividere in tre macro categorie:

  • Dispositivi medici (DM);
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI);
  • Mascherine comunitarie.

Le mascherine chirurgiche

I dispositivi medici sono quelle mascherine che vengono chiamate comunemente “mascherine chirurgiche” perché utilizzate prevalentemente negli ambienti medici.

Questi dispositivi hanno una forte percentuale di filtraggio in uscita, ovvero filtra il 95% dei batteri che si emettono nell’aria con l’espirazione, ma il filtro in entrata ferma soltanto il 20% delle particelle.

Si rivelano un’ottima soluzione in certi contesti: quando si ha ad esempio a che fare con persone particolarmente fragili che si vuole evitare di contagiare con batteri di vario genere.

E’ molto utile anche negli ambienti affollati in cui tutti indossano la mascherina. Questa tipologia di dispositivo medico viene prodotto rispettando la norma tecnica UNI EN 14683 del 2019.

Vi è però da precisare che queste mascherine sono monouso e non sono indicate per un utilizzo prolungato visto che la loro efficacia si riduce sensibilmente con lo scorrere del tempo.

Tra le mascherine chirurgiche si distingue in “tipo I”, “tipo II” e “tipo II 2 r”, dove queste ultime sono quelle che resistono anche agli schizzi di liquido.

Mascherine facciali filtranti

In questo caso parliamo di dispositivi di protezione individuali, chiamati semplicemente con la sigla DPI. Questo tipo di mascherina è più efficiente delle chirurgiche e tendenzialmente sono riutilizzabili.

Anche qui però bisogna parlare di tre categorie differenti: FFP1, FFP2 e FFP3. Le categorie si dividono in base alla capacità di filtraggio: le FFP1 infatti riescono a filtrare almeno l’80% delle particelle presenti nell’aria, mentre l’FFP2 si spinge fino almeno al 94%, la FFP3 arriva addirittura al 99%.

Questo tipo di mascherina viene utilizzata particolarmente in ambienti in cui il rischio di contagio è piuttosto alto e alcuni modelli possono avere una valvola che permette un’espirazione migliore.

Le mascherine di comunità

Chiamate anche mascherine comunitarie sono da considerarsi delle mascherine fai da te realizzate con tessuti di vario genere e che offrono una protezione piuttosto trascurabile, ma un comfort solitamente alto.

Le fibre naturali sono da preferire a quelle sintetiche e sicuramente il filtraggio delle particelle c’è, ma non è paragonabile né ai dispositivi medici né ai dispositivi di protezione individuale.

Sono solitamente riutilizzabili, ma è necessario lavarle con molta attenzione con temperature molto alte, per lo meno a 60 gradi per riuscire a sanificarle.

L’utilizzo corretto di questo dispositivo

Questi strumenti si rivelano efficaci soltanto se vengono indossati ed utilizzati nel giusto modo. Prima di indossare la mascherina bisogna avere lavato con cura le mani, magari usando anche un gel a base alcolica.

Una volta che si avranno le mani perfettamente pulite si andrà a indossare la mascherina assicurandoci di coprire bocca e naso e facendola aderire alla perfezione al viso. Indossando la mascherina correttamente si eviteranno anche quei fastidiosi fenomeni di appannamento degli occhiali.

E’ bene precisare che la mascherina non va toccata. Una volta indossata è da considerarsi come un filtro; se la si va a toccare, magari per aggiustarla o per spostarla, si andrà a contaminare le mani con le particelle imprigionate nel filtro. Anche per rimuoverla dopo l’utilizzo è raccomandabile agire direttamente sugli elastici evitando qualunque tipo di inutile contatto. 

Particolarmente nel caso di mascherine monouso si raccomanda di gettarle direttamente in un contenitore ben chiuso. Se invece la mascherina è riutilizzabile, come già visto, è bene andare a sanificarla lavandola a temperature uguali o superiori ai 60 gradi.

Le migliori mascherine

Le migliori mascherine in commercio si trovano presso e-commerce come Maskhaze in cui si trovano tutti prodotti realizzati seguendo rigide normative europee.

Seppure fino ai primi mesi del 2020 le mascherine erano prodotti destinati prevalentemente a professionisti in ambito sanitario o a laboratori di vario genere, c’è da dire che il mercato si è adeguato rapidamente e adesso la scelta è molto più ampia rispetto a due anni fa.

Come accennato, molti utenti hanno trovato altri giovamenti dall’uso della mascherina. Ci riferiamo soprattutto alle persone soggette a fenomeni allergici che hanno scoperto l’utilità delle mascherine antiallergiche.

Questo mercato dunque, che si è aperto in un periodo speciale, è destinato a rimanere molto attivo e florido anche quando la pandemia sarà considerata conclusa.

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