Cosa comporta la Toxoplasmosi in gravidanza

Toxoplasmosi in gravidanza

La Toxoplasmosi è una malattia parassitaria che viene trasmessa dagli animali all’essere umano. Si tratta di una parassitosi molto diffusa al mondo e particolarmente pericolosa per le donne gravide. Il Toxoplasma gondii, infatti, può causare aborto spontaneo, parto prematuro o problemi neurologici al nascituro. Sebbene parlare di patologie infettive materne sia un capitolo decisamente ampio per prestarsi a semplificazioni, nelle righe che seguono proveremo a fornirvi una panoramica sulla Toxoplasmosi e come gestirla in caso di contagio.

Toxoplasmosi in gravidanza: come si contrae?

Durante la gestazione, le future mamme possono entrare in contatto con batteri e parassiti responsabili di malattie altamente infettive. Tra le parassitosi più pericolose in gravidanza annoveriamo la Toxoplasmosi, un’infezione causata da un protozoo che può contagiare numerose specie animali (felini, volatili, rettili e pesci) ed essere trasmessa tramite:

Contatto diretto con le feci dei gatti infetti: si può contrarre il parassita accidentalmente dopo aver pulito la lettiera del gatto, aver fatto giardinaggio o essere entrati direttamente in contatto con le feci infette
Contatto con coltelli o forchette contaminate: se non lavati accuratamente, gli utensili da cucina (coltelli, forchette, etc) utilizzati per tagliare la carne cruda, possono trasmettere il Toxoplasma gondii alle donne gravide
Consumo di carne semicruda o acqua contaminata: la carne più a rischio è quella di maiale, di agnello, di pollo e di cervo. Se consumata semicruda può trasmettere l’infezione.Anche l’acqua minerale, i latticini non pastorizzati e le uova crude sono un’altra fonte di contagio.
Consumo di frutta e verdura poco lavata: la buccia della frutta e della verdura può ospitare il Toxoplasma gondii e causare contaminazione diretta.
Trasfusione di sangue infetto.

Toxoplasmosi in gravidanza: quali sono i sintomi?

Non è molto facile diagnosticare la Toxoplasmosi negli esseri umani poiché l’infezione può essere asintomatica e l’incubazione può durare dalle 2 settimane ai 2-3 mesi. Gli unici sintomi caratteristici sono ghiandole gonfie, stanchezza, astenia e mal di testa.

Toxoplasmosi in gravidanza: gli effetti negativi sul feto

L’entità della parassitosi (Toxoplasmosi congenita) dipende dalla fase della gestazione in cui avviene il contagio. Il rischio di conseguenze gravi per il nascituro è elevato quando la Toxoplasmosi viene contratta nel primo trimestre di gravidanza. In questo caso il feto può presentare anomalie caratteristiche, quali: calcificazioni intracraniche, corioretinite bilaterale e microcefalia. Possono aggiungersi eruzioni cutanee, atrofia del nervo ottico, ittero, miocardite, infezioni polmonari, epatosplenomegalia, ritardo psicomotorio e persino la morte intrauterina.

Toxoplasmosi in gravidanza: il trattamento terapeutico

È possibile bloccare la trasmissione della parassitosi al feto mediante terapie antibiotiche specifiche in grado di ridurre il rischio sino al 60%. Se il contagio della Toxoplasmosi è già avvenuto, esistono delle combinazioni di antibiotici in grado di impedire lo sviluppo dei sintomi. I farmaci preposti sono la spiramicina e la pirimetamina-sulfadiazina. Queste due molecole attraversano la placenta materna e raggiungono il sangue fetale. Ciononostante non penetrano lo spazio cerebro spinale del nascituro e non prevengono da eventuale sviluppo di encefalite toxoplasmica. In ogni caso per la migliore soluzione terapeutica è bene contattare il proprio ginecologo e seguire scrupolosamente le indicazioni da lui fornite.

 

(Fonte immagine: Unsplash)
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