Singhiozzo: cosa è, perché accade e come bloccarlo

Singhiozzo

Il singhiozzo, o singulto parossistico antiperistaltico, non è classificabile e possiamo dire, con ragionevole certezza, che sia una delle cose più comuni negli esseri umani, con cui si condivide e che di tanto in tanto viene fare visita. Per certi versi non è nemmeno un fastidio propriamente detto.

In questo spazio, come sempre, dedicheremo una ampia parentesi al singhiozzo, cercando di spiegare cosa è, perché accade e come comportarsi per ridurlo o bloccarlo.

Che cosa è?

Il singhiozzo altro non è che il risultato di una contrazione ripetuta e involontaria del muscolo del diaframma, che può ripetersi più volte in un solo minuto. Il termine proviene dal latino “singultus”, che sta ad indicare l’atto di “cattura” del respiro mentre si singhiozza.

Si tratta di una azione involontaria che vede coinvolto un arco riflesso che, una volta attivato, genera una grande contrazione del diaframma seguita, nel giro di poco più di venti secondi, dalla occlusione delle corde vocali. Questo processo genera il caratteristico suono “hic”, proprio del singhiozzo. Il singhiozzo può verificarsi in un singolo episodio, isolato, o in un periodo di tempo costante.

Perché accade?

Recenti studi dell’University College di Londra hanno rilevato il motivo dietro al singhiozzo. Perché singhiozziamo e perché questa abitudine, per i più cattiva, è in realtà importante? Le ricerche hanno dimostrato che il singhiozzo, come tutto nel corpo umano, ha uno scopo preciso. Ovverosia quello di regolare normali funzioni respiratorie, soprattutto nei neonati.

Lo studio, basato su radiografie cerebrali di tredicenni prematuri, ha preso anche in esame altri campioni in un arco temporale di 32-40 settimane. Il tutto grazie a dei sensori posti sul torso. Gli studiosi hanno notato che la concentrazione del muscolo del diaframma, derivante dal singhiozzo, corrisponde ad una pronunciata risposta nella corteccia cerebrale, sotto forma di tre onde. Ciò spiega perché i bambini, nati con tre settimane di anticipo, abbiano più propensione a singhiozzare.

Il singhiozzo può essere ben compreso nei neonati, dal momento che è cruciale per lo sviluppo cerebrale del bambino. Negli adulti il singhiozzo è imputabile ad altri fattori, come ansia, stress, e contrazione muscolare.

Come fermarlo?

Premessa: il singhiozzo è  quasi sempre innocuo. Un attacco infatti si risolve senza intervento ma se sfocia in qualcosa di cronico è necessario, talvolta, un intervento medico. Se il singhiozzo dovesse persistere per più ore, può denunciare la presenza di qualche patologia, come uno scompenso a livello epatico o, raramente, renale.

Più in generale, il singhiozzo può essere fermato regolarmente anche in casa con metodi del tutto naturali e con una serie di “riti” che, in qualche modo, riescono a fermarlo e ridurlo. Ad esempio, è utilissimo ingerire un cucchiaio di miele d’acacia, o bere un bicchiere di acqua. O ancora fare dei gargarismi con l’acqua e trattenere il respiro. Un altro metodo molto efficace è quello di schiacciarsi, senza farsi male, i lobi delle orecchie.

Fonte immagine: Humanitas

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