Sovrappeso e obesità: un rischio per le articolazioni?

obesita-articolazioni-rischi

L’eccessivo accumulo di grasso corporeo porta ad una condizione di sovrappeso o, nei casi più gravi, di obesità. Adottare uno stile di vita sano, caratterizzato da una corretta alimentazione e da un’attività fisica regolare, non è importante soltanto per un fattore estetico ma anche, e soprattutto, per quanto riguarda la nostra salute. L’obesità, infatti, rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di una serie di patologie: da problemi a livello articolare, come dolori alle ginocchia, problemi alle anche o il rischio aumentato di sviluppare dolorose talloniti, a malattie ben più gravi – articolari e non – come quelle cardiovascolari, il diabete, l’osteoartrite, la cirrosi epatica e alcuni tipi di tumori.

Tuttavia, stili di vita poco equilibrati, come quelli caratterizzati da un’alimentazione ipercalorica combinata con l’assenza di attività fisica, non sono le uniche cause dell’obesità. In quasi tutti i casi, infatti, un altro fattore che incide sull’aumento di peso è la predisposizione genetica: per questo occorre prestare particolarmente attenzione alle proprie abitudini, cercando di andare ad eliminare quelle nocive per la nostra salute.

In ultimo, tra le cause dell’obesità possono rientrare anche alcuni disturbi alimentari, come il Binge Eating Disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata, nonché alcune condizioni genetiche, malattie endocrine, o un mal funzionamento della tiroide.

Le conseguenze dell’obesità

Le conseguenze che derivano da una condizione di obesità sono varie e non dipendono soltanto dalla quantità di grasso in eccesso, ma anche dalla sua distribuzione su tutto il corpo. Da questo eccessivo accumulo di grasso corporeo possono derivare una serie di conseguenze sia sul breve che sul lungo termine.

Per quanto riguarda le conseguenze a breve termine, l’obesità può facilitare lo sviluppo di problemi alle articolazioni, in particolare dolori alle ginocchia, alla schiena e alle anche, cioè quelle articolazioni che hanno il compito di sostenere il nostro peso quando siamo in piedi e ci muoviamo. Questi dolori alle articolazioni, però, possono trasformarsi in vere e proprie artrosi, e possono insorgere disturbi circolatori.

L’eccesso di grasso, infatti, porta le persone obese a soffrire di affanno subito dopo un’attività fisica, anche di bassa intensità. Quando il grasso in eccesso si accumula sul collo, poi, può comprimere le vie respiratorie, aumentando il rischio di apnee ostruttive del sonno.

I chili in eccesso, inoltre, favoriscono il deterioramento della cartilagine, provocando, di conseguenza, un indebolimento precoce delle articolazioni.

Non è raro infatti che le persone in eccessivo sovrappeso abbiano maggiore difficoltà nel muoversi e soffrano di fastidi articolari che rendono particolarmente difficili alcuni movimenti, provocando dolori e, in alcuni casi, anche infiammazioni a livello articolare.

Alcuni studi svolti di recente, inoltre, hanno sottolineato come le persone con una massa corporea eccessiva siano a maggiore rischio di cadute e quindi di fratture, in particolare di articolazioni come il polso e l’anca.

Sul lungo termine, invece, l’obesità può portare a dislipidemie, insulino-resistenza e ipertensione arteriosa, che possono causare l’insorgenza di un diabete mellito di tipo 2, oppure a malattie cardiovascolari, come infarto miocardico, coronaropatia e ictus cerebrale, senza contare eventuali problemi che possono derivare a livello psicologico. Queste complicanze, in generale, sono più comuni tra i pazienti che hanno una concentrazione di grasso a livello addominale, un’anamnesi familiare positiva per il diabete di tipo 2 o per una malattia cardiovascolare prematura e una trigliceridemia elevata.

La diagnosi dell’obesità

Per diagnosticare una condizione di obesità viene utilizzato l’indice di massa corporea (BMI). Secondo questo indice, quando il valore della massa è pari o superiore a 30 significa che il soggetto è obeso, mentre se oscilla tra i 18,5 e i 24,9 allora è considerato normopeso. Per individuare il valore della massa corporea si divide il peso del soggetto espresso in chilogrammi per la sua altezza al quadrato, espressa in metri.

Il BMI, tuttavia, non misura direttamente il grasso corporeo e quindi non distingue tra massa grassa e massa magra. Per questo, nella diagnosi vengono utilizzati anche altri dati. È importante infatti conoscere il diario alimentare del paziente, così come i movimenti svolti nel corso della giornata, le emozioni e i pensieri collegati all’alimentazione.

Come trattare l’obesità

Il trattamento dell’obesità consiste nella perdita di peso corporeo attraverso un’alimentazione corretta e una regolare attività fisica, da effettuarsi sotto stretto controllo medico. 

In alcuni casi, tuttavia, il medico può decidere di prescrivere alcuni farmaci al paziente. Nei pazienti con forme di obesità grave, in cui un regime alimentare corretto e adeguato e una costante attività fisica non siano sufficienti, si può ricorrere a procedure chirurgiche come:

  • Bendaggio gastrico regolabile;
  • Gastrectomia verticale parziale;
  • By-pass gastrico;
  • Diversione biliopancretica;
  • Redo surgery.

Trattare l’obesità è importante. Questa condizione, se non tenuta sotto controllo, tende a peggiorare col tempo. Quando si sta cercando di perdere peso, è importante seguire un programma di gestione del peso permanente, per evitare di riprendere i chili persi durante il trattamento.

A questo scopo, un’attività fisica regolare e un’alimentazione sana sono fondamentali per tenere sotto controllo il peso, oltre a prevenire alcune malattie e migliorare la forma fisica.

CONDIVIDI