Dieta senza Solanacee: benefici e alternative alimentari per chi soffre di artrite

Dieta senza solanacee

Prima di scoprire i benefici della dieta senza solanacee, cerchiamo di familiarizzare con questa famiglia di piante dando uno sguardo alla definizione fornitaci dall’enciclopedia Treccani: “Le Solanacee sono una tipologia di piante erbacee o legnose, caratterizzate da fiori actinomorfi contenenti numerosi ovuli (…) Molte Solanacee sono velenose e contengono alcaloidi (…) A questa famiglia appartengono anche piante di notevole importanza commerciale, come la melanzana, la patata, il peperone, il pomodoro e il tabacco”. A livello terminologico si è cercato di raggruppare le Solanacee in un’unica categoria: la solanina. Secondo i migliori nutrizionisti e specialisti in reumatologia, in caso di patologie reumatiche quali l’artrite e l’artrosi, il consumo di ortaggi contenenti solanina andrebbe limitato e, se necessario, evitato.

Perché le verdure Solanacee vengono demonizzate?

Qual è il motivo specifico per cui il consumo di melanzane, patate, peperoni e pomodori andrebbe ridotto? La ragione per la quale questi vegetali ricchi di solanina devono essere limitati nelle patologie reumatiche e osteoarticolari è che possono aggravare i sintomi dell’artrite e dell’artrosi nei soggetti geneticamente predisposti. Ad esempio un consumo eccessivo potrebbe peggiorare la rigidità articolare e il dolore al collo (Cervicalgia) o alla parte bassa della schiena (Lombalgia). Inoltre potrebbe verificarsi un peggioramento dell’infiammazione ai tendini, ovvero le strutture di tessuto connettivo che uniscono i muscoli alle ossa.

Dieta senza Solanacee: ecco perché la solanina deve essere consumata con moderazione

Ad essere demonizzate sono determinate sostanze di bassa tossicità comunemente note come glicoalcaloidi o TGA (Total GlycoAlkaloids). Se consumate oltre le normali dosi, potrebbero influire negativamente sul deposito del calcio nelle ossa e, quindi, causare il logoramento delle giunture e peggiorare l’infiammazione cronica di coloro che soffrono di artrite e artrosi. Sebbene la solanina contenuta nelle melanzane, nelle patate, nei peperoni e nei pomodori venga espulsa dal nostro organismo attraverso l’urina e le feci, può comunque accumularsi nei tessuti per poi essere eliminata dopo un lungo periodo di tempo che oscilla tra i 30 e i 60 giorni. Secondo gli specialisti di alimentazione e reumatologia, coloro che desiderano disintossicarsi da queste sostanze potenzialmente nocive, dovrebbero seguire scrupolosamente una dieta di esclusione per circa 2 mesi.

Dieta senza Solanacee: la lista degli ortaggi privi di solanina

I soggetti geneticamente predisposti alle patologie reumatiche croniche dovrebbero prediligere gli ortaggi che non appartenengono alla famiglia delle solanacee. Tra questi annoveriamo:

Oltre ad essere ricchi di antiossidanti, vitamine e sali minerali e a non influire sui processi infiammatori scatenati dalle malattie autoimmuni croniche, questi vegetali svolgono un’azione antinfiammatoria naturale, antiossidante, antitumorale, disintossicante, gastroprotettiva e cardioprotettiva grazie al loro contenuto di flavonoidi polifenolici e sulforafano.

 

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(Fonte immagine: Unsplash)
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