È possibile dimagrire mangiando pasta?

La pasta è un alimento tipicamente italiano, pur differente per consistenza, produzione e qualità. Un prodotto immancabile sulle tavole degli italiani, al punto che questo alimento è presente anche in una apposita dieta proprio incentrata sul consumo di pasta. Qui proponiamo un quesito al quale proveremo a trovare le risposte adeguate: è possibile davvero dimagrire con la pasta?

La pasta: si dimagrisce o si ingrassa?

Ci dispiace per quanti conducano uno stile di vita sedentario, perché la pasta è tutto fuorché un alimento conciliabile con questo modo di vivere. Un’affermazione sofferta ma necessaria, che non vale per chi svolge invece una vita tutt’altro che sedentaria e che trova anche il tempo per il movimento e per praticare sport. Sono questi i soggetti che possono mangiare pasta, che si sa piace a tutti, con maggior libertà e meno paura di “sgarrare”.

Quand’è che la pasta fa ingrassare? Si tratta di un alimento, è noto, energetico e pieno di carboidrati. Dosi eccessive di pasta portano il soggetto che la mangia ovviamente ad ingrassare. Per cui quando si mangia pasta, in ogni caso, è consigliabile non esagerare con le porzioni, rispettando le reali necessità energetiche del proprio organismo.

Dimagrire mangiando la pasta

Ovviamente, mangiando pasta al di là di diete specifiche, è possibile dimagrire seguendo una serie di indicazioni relative al consumo di pasta in modo che soggetti sani, e non diabetici, possano consumarla senza troppi problemi. E dunque occorrerebbe mangiare pasta al massimo tre volte a settimana, senza mai superare i 60 o i 70 grammi per porzione. Di solito è consigliabile mangiare pasta a pranzo, e mai a cena e comunque, generalmente, non più di una sola volta al giorno.

La pasta va condita con il necessario, ovverosia con meno quantità di grassi e più fibre alimentari solubili: non si dimentichi che anche le verdure contengono determinate calorie. Per il tipo di pasta, meglio una tipologia dietetica, e quindi integrare o ancora meglio pasta per diabetici: che sia ipocalorica, ricca di fibra e con un indice di glicemia basso. Questi formati di pasta, generalmente, vanno meglio degli altri. La pasta inoltre va mangiata soprattutto nei giorni in cui si fanno movimenti fisici. E, inoltre, va ingerita solo e soltanto dopo un eventuale contorno.

Nei casi più estremi, c’è da evitare il consumo di pane e patate allegati alla pasta, al di là dell’apporto energetico complessivo. Seguendo queste indicazioni, i soggetti sedentari e non potranno consumare pasta senza alcun timore di lievitare, ma quelli in sovrappeso potranno aggiungerla nella dieta ipocalorica dimagrante senza vanificarne l’efficacia terapeutica complessiva.

FONTE IMMAGINE: GIALLOZAFFERANO

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