I formaggi sono i protagonisti indiscussi della tradizione gastronomica italiana ed emblema di italianità nel mondo. Con le loro 487 varietà, tra freschi spalmabili e a pasta dura, di cui 300 riconosciuti d’origine protetta, si prestano perfettamente alla preparazione di primi piatti, secondi e contorni. Quando si parla di alimentazione sana ed equilibrata, non si può non menzionare questo prodotto lattiero-caseario: il formaggio, infatti, è ricco di proteine, vitamine e sali minerali quali calcio, magnesio, zinco, vitamine A, D e K. La presenza di questi macronutrienti e micronutrienti gli conferisce proprietà cardioprotettive, vasoprotettrici, vasoregolatrici, ricostituenti, energetiche, immunostimolanti e ipoglicemizzanti.
Quali varietà di formaggio possono essere consumate in gravidanza?
Secondo i biologi nutrizionisti che si occupano dell’alimentazione della donna in gravidanza, le gestanti possono consumare tutti i formaggi prodotti con il latte pastorizzato. Unica accortezza è quella di evitare categoricamente i formaggi realizzati con il latte crudo. I ginecologi e le ostetriche, infatti, consigliano alle loro pazienti di prestare molta attenzione alle etichette alimentari. Se siete interessate/i, noi abbiamo realizzato una guida completa per aiutarvi a familiarizzare con le informazioni nutrizionali dei cibi.
Quali sono, dunque, le varietà di formaggio che possono essere consumate tranquillamente durante i nove mesi di gestazione? Via libera ai formaggi stagionati a pasta dura, derivanti dal latte pastorizzato quali:
- Grana Padano DOP
- Parmigiano reggiano DOP
- Sbrinz
- Alpkäse/Hobelkäse
- Pecorino romano
- Pecorino siciliano
- Emmenthal
- Castelmagno
- Raschera
- Toma Piemontese
- Valtellina Casera
- Montasio
- Fontina DOP
- Asiago
- Formaggio svizzero
- Ricotta salata stagionata o ricotta secca
- Canestrato di Moliterno IGP
Grazie ai lunghi processi di stagionatura, questi formaggi a pasta dura aiutano a bloccare la proliferazione dei batteri e sono sicuri per la gestante e il nascituro. Via libera anche per i formaggi freschi e magri realizzati con il latte pastorizzato. Parliamo di:
- Mozzarella fiordilatte
- Mozzarella di bufala campana DOP
- Mozzarella di capra
- Mozzarella ciliegina
- Burrata
- Stracciatella
- Zizzona di Battipaglia
- Aversana
- Figliata di mozzarella
- Fiocchi di latte (cottage cheese)
- Quark
- Ricotta di pecora
- Ricotta vaccina
- Ricotta di bufala
- Ricotta di capra.
Quali sono i formaggi da bandire categoricamente durante la gravidanza?
Malgrado le loro straordinarie proprietà benefiche, alcune varietà di formaggio possono essere nocive e pericolose per la salute della gestante e del nascituro. Trattasi dei formaggi erborinati: una varietà che presenta colonie di muffe che conferiscono una nota cromatica verde scuro, grigio o blu. Il termine “erborinato”, infatti, deriva dal dialetto lombardo “erborin”, che significa prezzemolo. La presenza delle colonie di muffe in questa particolare tipologia di formaggio favorisce la proliferazione di batteri quali la Listeria monocytogenes. Trattasi di un batterio patogeno Gram-positivo, molto diffuso nell’ambiente, può scatenare l’insorgenza della listeriosi: una malattia infettiva pericolosa che può essere trasmessa al feto prima o durante il parto e può danneggiarlo causando l’aborto spontaneo.
Vediamo qual è la lista dei formaggi erborinati da escludere categoricamente dal regime dietetico di una donna incinta:
- Gorgonzola DOP
- Bleu d’Aoste
- Roquefort
- Bleu d’Auvergne
- Lady capra
- Capriziola
- Stilton Clawson
- Buxton Blue
- Queso de Cabrales
- Dovedale cheese
- Gamalost
- Formaggio blu danese
Ma non è finita qui. Secondo i nutrizionisti e i ginecologi, le donne in stato di gravidanza dovrebbero evitare categoricamente anche i formaggi realizzati con il latte crudo. Non essendo preparati con il latte pastorizzato, potrebbero favorire la proliferazione della salmonella, un genere di batterio responsabile dell’infezione gastrointestinali più diffusa a livello internazionale: la salmonellosi. Se contratta durante la gestazione, questa patologia infettiva può causare febbre, ridurre l’apporto di ossigeno alla placenta e dare origine ad alterazioni metaboliche che possono minare lo sviluppo del feto e l’andamento della gravidanza.
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