La sindrome da stanchezza cronica, in terminologia medica encefalomielite mialgica/sindrome da affaticamento cronico (ME/CFS), è una patologia multisistemica caratterizzata da uno stato di profonda e persistente debolezza, priva di un’eziologia fisica o psichica comprovata e/o anomalie oggettive individuate da esami e analisi di laboratorio. Questa sindrome colpisce soprattutto persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni ed è diffusa principalmente tra le donne di mezza età rispetto agli uomini, nonostante sia stata osservata in soggetti di varie fasce d’età, inclusi i bambini. Data la complessità di questa patologia multisistemica, noi di Consiglibenessere abbiamo dedicato un approfondimento sulla sintomatologia, eziologia e i trattamenti terapeutici e nutrizionali consigliati dai medici specialisti.
Sindrome da stanchezza cronica: l’eziologia
Le cause della sindrome da stanchezza cronica al momento restano ignote. Tuttavia numerosi studi scientifici hanno evidenziato una serie di fattori ereditari, fisici ed emotivi che possono contribuire all’insorgenza di questa patologia.
Patologie infettive
Stando ad alcune ricerche e studi, l’infezione da virus di Epstein-Barr, citomegalovirus, (batteri che provocano la malattia di Lymeo Candida) rientrerebbe tra le possibili cause della sindrome da stanchezza cronica.
Disregolazione del sistema immunitario
Nei pazienti affetti da Sindrome da stanchezza cronica sono state osservate alcune alterazioni immunologiche, ad esempio le alterazioni delle cellule Natural Killer, disfunzione delle citochine e la presenza di autoanticorpi. Ciononostante queste anomalie del sistema immunitario non sono specifiche della sindrome e non sono state riconosciute come cause dirette.
Fattori ereditari e ambientali
La sindrome da stanchezza cronica sembra avere una componente genetica. Studi approfonditi suggeriscono che una predisposizione genetica potrebbe incrementare il rischio di sviluppare questa malattia, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili ai fattori scatenanti.
Altri fattori
Al di là delle patologie infettive, delle alterazioni immunologiche e della componente genetica, anche i fattori esterni come elevati livelli di stress, emotivo alterazioni ormonali e disturbi psicologici sembrano ricoprire un ruolo significativo nello sviluppo di questa sindrome.
Sindrome da stanchezza cronica: la sintomatologia
Questa patologia multisistemica non si manifesta allo stesso modo per tutti. I sintomi che la caratterizzano sono molteplici e l’intensità varia da persona a persona. Nei casi tipici la sindrome da stanchezza cronica si manifesta con una profonda astenia che dura da oltre 6 mesi, così accentuata da interferire con le attività quotidiane. In genere questo stato di profondo affaticamento non segue alcuna malattia pregressa, è presente sin dal risveglio e perdura per tutto il giorno, spesso aggravandosi con gli sforzi fisici o durante elevati periodi di stress psichico. Tra gli ulteriori sintomi che possono manifestarsi annoveriamo:
- Difficoltà a concentrarsi
- Insonnia
- Mal di gola
- Mal di testa
- Dolori osteoarticolari
- Dolori muscolari
- Dolori addominali
- Depressione.
Sindrome da stanchezza cronica: la diagnosi
Per diagnosticare la sindrome da stanchezza cronica occorre rivolgersi ad un medico specialista e sottoporsi ad una visita, durante la quale verranno effettuati test di laboratorio ed esami ematochimici volti ad escludere altre patologie con un quadro clinico similare, ossia anemia, alterazioni elettrolitiche, insufficienza renale, patologie infiammatorie (artrite reumatoide), disturbi del sonno, disturbi della tiroide o delle ghiandole surrenali. Lo specialista formulerà la diagnosi dopo un attento esame delle seguenti informazioni ottenute:
- Storia clinica del paziente
- Sintomatologia auto-riferita
- Visita fisica completa
- Valutazione manuale dei punti sensibili
- Valutazione della gravità della sintomatologia riferita.
Sindrome da stanchezza cronica: il trattamento terapeutico
Nella stragrande maggioranza dei casi la sintomatologia della sindrome da stanchezza cronica decresce con il passare del tempo. Secondo gli esperti sono necessari diversi anni affinché la maggior parte dei sintomi possa diminuire significativamente. Il trattamento terapeutico è strettamente correlato alla gravità, intensità e durata dei disturbi. In genere per ridurre la fatica cronica e migliorare le prestazioni fisiche, le opzioni terapeutiche più valide consigliate dai medici sono le seguenti:
Terapia cognitivo-comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale per la sindrome da stanchezza cronica aiuta i pazienti a superare i problemi psichici correlati a questa patologia, come l’isolamento e la depressione. Attraverso più sedute di psicoterapia, lo specialista esorta i pazienti a gestire lo stress, vincere i pensieri scoraggianti e focalizzarsi su un atteggiamento positivo che favorisca il recupero psicofisico.
Attività sportiva moderata e graduale
Attraverso un programma di riabilitazione fisica moderata e graduale, i pazienti possono migliorare il loro stato di salute, e ridurre il rischio di decondizionamento. Periodi eccessivi di riposo prolungato possono causare decondizionamento e in effetti peggiorare i sintomi della sindrome da stanchezza cronica. In genere il programma di attività fisica graduale, prevede esercizi aerobici quotidiani, come fit walking, jogging, spinning e nuoto, chiaramente sotto attenta osservazione medica.
Farmaci e terapie alternative
Altri approcci terapeutici suggeriscono l’uso di farmaci utili ad alleviare la spossatezza cronica. Sebbene numerosi trattamenti farmacologici, come gli antidepressivi e i corticosteroidi, sembrino donare un notevole miglioramento in alcuni pazienti, non vi è alcun farmaco efficace per tutti. Per gli specialisti è complicato stabilire quali siano i farmaci che funzionano efficacemente, poiché i sintomi variano da paziente a paziente e possono decrescere dopo molti anni. Sebbene le sperimentazioni cliniche ufficiali, che hanno lo scopo di confrontare gli effetti benefici di determinati farmaci con quelli del placebo, siano il modo migliore per esaminare tutti gli approcci terapeutici, in nessuna di queste è stato possibile individuare il miglior trattamento per la sindrome da stanchezza cronica. Ulteriori approcci terapeutici alternativi, come la somministrazione di interferone, iniezioni endovenose di immunoglobuline e molecole antivirali, si sono rivelati in gran parte deludenti, oltre che potenzialmente nocivi per la salute.
Integratori alimentari
Oltre ad avvalersi dei trattamenti terapeutici prescritti dai medici specialisti, numerosi soggetti affetti da sindrome da stanchezza cronica riferiscono benefici derivati dall’assunzione di integratori alimentari. Tra i migliori supplementi alimentari che si sono rivelati particolarmente utili annoveriamo l’olio di enotera, l’olio di pesce o alte dosi di vitamine, sebbene la loro efficacia non sia stata ancora ufficializzata. Altri integratori alimentari come gli acidi grassi essenziali, l’estratto di fegato animale, sono stati definiti inefficaci dai pazienti.
L’importanza della nutrizione nel supporto alla sindrome da stanchezza cronica
Il supporto nutrizionale ricopre un ruolo cruciale nella gestione dei sintomi di questa patologia e nel miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Ecco i migliori consigli dei medici specialisti in alimentazione e nutrizione:
Mantenere un apporto calorico equilibrato: un apporto calorico moderato e un corretto equilibrio tra i macronutrienti (proteine, carboidrati e lipidi) sono importantissimi per mantenere costante il livello di energia e stimolare le funzioni metaboliche.
Consumare proteine nobili: le proteine animali e vegetali presenti in prodotti ittici, carne magra, uova e leguminose, supportano la muscolatura e favoriscono il metabolismo.
Prediligere i carboidrati complessi: optare per i carboidrati complessi, come ad esempio i cereali integrali, le patate e le leguminose, dona forza, energia e scongiura il rischio di picchi glicemici.
Consumare grassi sani: i cosiddetti “grassi buoni”, come quelli presenti nell’olio extravergine d’oliva, nella frutta disidratata e nell’avocado, sono fondamentali per ripristinare la funzionalità ormonale e stimolare il benessere cellulare.
Integrare con vitamine e sali minerali: l’integrazione di vitamine e sali minerali, nella fattispecie ferro, magnesio e vitamine del gruppo B, può stimolare il metabolismo energetico e il benessere generale dell’organismo.
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