Il glutine è un complesso proteico composto principalmente da glutenina e gliadina, presente in numerosi cereali come il frumento, l’orzo, il segale e il triticale. Dal punto di vista nutritivo, il glutine non è rilevante e apporta un valore nutrizionale scarso, non fornendo amminoacidi essenziali in quantità significative. Il suo valore principale risiede nella funzione di agente legante nella produzione alimentare, poiché conferisce elasticità agli impasti. Dal punto di vista della digeribilità, il glutine è considerato una proteina relativamente difficile da digerire a causa della sequenza di amminoacidi resistenti alla degradazione, che in soggetti sensibili come i celiaci possono innescare risposte immunitarie nocive per la mucosa intestinale. Nella stragrande maggioranza delle persone, il glutine viene comunque digerito, ma in alcuni casi può indurre l’insorgenza di gonfiore addominale, crampi, diarrea o stipsi. Questa condizione è stata ufficialmente denominata Sensibilità al glutine non celiaca (NCGS). Poiché non tutti sanno individuare e riconoscere la sintomatologia correlata alla’ipersensibilità al glutine nè come gestirla, noi di Consiglibenessere abbiamo dedicato un approfondimento sulla sintomatologia, diagnosi e trattamento terapeutico stilato dai migliori specialisti in alimentazione e nutrizione.
Effetti del glutine sui soggetti sani: qual è la reazione dell’organismo?
Per le persone senza problemi di allergia al grano, celiachia o NCGS, il glutine non risulta essere dannoso. Tuttavia può accadere che il corpo lo digerisca in maniera parziale, scatenando una sintomatologia gastrointestinale, extra-intestinale, cutanea e neurologica (Sensibilità al Glutine Non Celiaca). I sintomi fisici che ne derivano includono gonfiore addominale, diarrea o stitichezza, mal di testa, spossatezza, annebbiamento mentale, dolori articolari e formicolio a mani e piedi. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma possono includere un’eccessiva permeabilità intestinale o un affaticamento dei villi a causa di un’alimentazione non corretta.
Sensibilità al glutine non celiaca: quali sono i principali campanelli d’allarme?
La sensibilità al glutine non celiaca è una condizione in cui l’organismo riscontra notevoli difficoltà a processare e smaltire la glutenina e la gliadina contenute nel glutine. I soggetti sani che riscontrano l’accumulo di queste proteine sono soliti presentare una sequenza di 4 tipologie di sintomi:
- Sintomi gastrointestinali: fitte addominali, gonfiore, dissenteria, stipsi, sensazione di nausea, vomito, meteorismo;
- Sintomi extra-intestinali: cefalea, spossatezza, difficoltà di concentrazione (sensazione di mente annebbiata), dolori osteoarticolari e muscolari, ansia e depressione;
- Sintomi cutanei: eruzioni cutanee, eczemi o altre lesioni di natura cutanea.
- Sintomi neurologici: formicolio o intorpidimento alle estremità (neuropatia), disturbi dell’equilibrio o dell’andatura (atassia).
Sensibilità al glutine non celiaca: come individuarla e riconoscerla?
Il medico nutrizionista indaga la storia clinica del paziente e raccoglie informazioni essenziali quali le sue abitudini nutrizionali e stile di vita. Alcuni dettagli e indizi che possono guidare lo specialista verso la corretta diagnosi sono:
- I sintomi si manifestano dopo l’assunzione di cibi ricchi di glutine (grano, orzo, segale, farro, kamut e spelta. Di conseguenza sono ricchi di glutine anche i prodotti da forno a base di questi cereali, come pane, pasta, pizza, frollini, torte e molti altri prodotti da forno);
- I sintomi si aggravano con il consumo quotidiano di questi alimenti, ma diminuiscono subito dopo aver apportato cambiamenti al proprio regime alimentare, escludendo i sopracitati cibi e optando per alimenti gluten free;
- I test per l’allergia al grano (Prick Test e il dosaggio degli anticorpi IgE specifici nel sangue) e i test per la celiachia (esami ematici per rilevare anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG) e anti-DGP) risultano negativi.
Effetti del glutine sui soggetti non celiaci: cosa fare se si sospetta l’ipersensibilità?
Se sospettate di soffrire di ipersensibilità al glutine non celiaca, rivolgetevi al vostro medico. Lui saprà valutare l’entità dei sintomi ed effettuerà una diagnosi completa. Più di rado, invece, potrebbe ritenere necessario avviare analisi approfondite e indirizzarvi verso una visita specialistica. Nel frattempo, per ridurre la sintomatologia della sensibilità al glutione, potreste apportare delle modifiche al vostro regime alimentare e consumare alimenti privi di glutine. Noi abbiamo già approfondito l’argomento e parlato di ricette gluten free in questo articolo.
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