Disbiosi intestinale silente: sintomi non digestivi da non sottovalutare

Disbiosi intestinale silente: sintomi non digestivi da non sottovalutare

La disbiosi intestinale silente, detta anche disbiosi intestinale subclinica, è un disturbo intestinale caratterizzato da un’alterazione della composizione della flora batterica intestinale. La sintomatologia minima o assente di questa mutazione del microbiota rende complicata la formulazione di una diagnosi corretta e, a volte, i pazienti possono riportare danni occulti. Sebbene l’eziologia della disbiosi subclinica sia tutt’oggi oggetto di ricerche e approfondimenti, gli specialisti in gastroenterologia indicano tra le cause principali una possibile dieta squilibrata, lo stress psicofisico, l’uso di farmaci antibiotici e alcune patologie infettive intestinali. Data la complessità dell’argomento, noi di Consiglibenessere abbiamo dedicato un approfondimento ai sintomi, cause e trattamenti terapeutici consigliati dai medici specialisti in gastroenterologia.

Disbiosi intestinale silente: quali sono i sintomi da non sottovalutare?

I soggetti affetti da disbiosi intestinale silente presentano una sequenza di 7 sintomi non digestivi da non sottovalutare:

  1. Accumulo eccessivo di aria nello stomaco e/o nel tratto digestivo superiore;
  2. Sensazione di pienezza post prandiale e tensione addominale;
  3. Sensazione di spossatezza, stato di debolezza e mancanza di energie psicofisiche;
  4. Stitichezza o diarrea transitoria che dura pochi giorni (in genere tra i 2 e i 3 giorni) e si risolve da sola senza bisogno di farmaci e cure mediche;
  5. Possibile alterazioni della consistenza delle feci;
  6. Rumori intestinali (borborigmi) causati dal movimento dell’aria e dei liquidi all’interno del colon;
  7. In alcuni casi nausea e ripetute eruttazioni.

Disbiosi intestinale silente: quali sono le cause e i fattori principali?

Gran parte dei sintomi disbiosi silente possono essere riconducibili a molteplici fattori di rischio. Diamo uno sguardo ravvicinato a queste possibili cause:

  • Consumo eccessivo di alimenti vegetali : alcuni ortaggi, come broccoli, cavolfiori, cavoli, cavoletti di Bruxelles, verza, cavolo rapa, cavolo nero, ravanelli e cipolle, possono incrementare la produzione di aria nell’intestino e causare meteorismo;
  • Uso eccessivo di chewing-gum: masticare chewing-gum durante nell’arco della giornata può causare un accumulo di gas nel tratto digestivo superiore, dovuto alla ripetuta masticazione e deglutizione di saliva;
  • Intolleranza al lattosio: a causa della carenza dell’enzima lattasi, il lattosio mal digerito giunge nel colon e si verifica un processo di fermentazione intestinale e  conseguente produzione di gas;
  • Stitichezza: la stipsi può ritardare la peristalsi intestinale, ossia il movimento ondulatorio involontario dei muscoli del colon che spinge il cibo attraverso il tratto digestivo. Questo rallentamento causa la fermentazione delle componenti del cibo che sono state mal digerite o non assorbite nel tratto digestivo superiore;
  • Tensioni psicofisiche e preoccupazione: questi stati emotivi caratterizzati da inquietudine, ansia e agitazione (spesso associati a stress fisico e mentale) possono accelerare la peristalsi intestinale e causare la produzione di gas;
  • Patologie intestinali croniche: in alcuni casi, il meteorismo può essere uno dei sintomi caratteristici di patologie gastrointestinali croniche, quali la sindrome dell’intestino irritabile (SII) o colite spastica.

Disbiosi intestinale silente: come si effettua la diagnosi?

Se sospettate di essere affetti da disbiosi intestinale silente, rivolgetevi al vostro medico curante. Lui saprà effettuare una diagnosi accurata, indicarvi l’iter diagnostico più appropriato e, se necessario, indirizzarvi verso un medico specialista. Sebbene per il gastroenterologo sia sufficiente valutare le abitudini alimentari del paziente e i sintomi auto-riferiti per poter formulare una diagnosi definitiva, il test più indicato per individuare questo disturbo silente è il test delle urine per metaboliti batterici.

Disbiosi intestinale silente: qual è il trattamento terapeutico?

Un regime alimentare sano, vario ed equilibrato, come quello garantito dalla dieta mediterranea, ricopre un ruolo cruciale nel trattamento della disbiosi intestinale silente. Ma al di là delle correzioni alle abitudini e scelte alimentari del paziente, gli specialisti in gastroenterologia sono soliti prescrivere l’uso di probiotici e prebiotici, e, qualora strettamente necessario, un protocollo terapeutico avanzato e mirato per il ripristino del microbiota intestinale, come il trapianto di microbiota fecale (batterioterapia fecale): una tecnica che consiste nel trasferire le feci di un donatore sano al tratto intestinale di un paziente, al fine di riequilibrare e migliorare la composizione della sua flora batterica.

 

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(Fonte immagine: Unsplash)