L’istamina è una molecola organica, nello specifico un’ammina biogena, ampiamente diffusa nel nostro organismo. Svolge molteplici funzioni e ricopre un ruolo cardine nelle risposte infiammatorie e allergiche, nella secrezione gastrica e in alcune funzioni cerebrali. Sebbene il nostro corpo produca l’istamina naturalmente, è possibile introdurla anche attraverso il consumo di alimenti quali i formaggi stagionati, i crauti, gli insaccati,
pesce fresco, pesce affumicato, il vino rosso, gli estratti del lievito e alcuni alimenti a base di soia. In alcune persone l’istamina alimentare ha la capacità di scatenare reazioni anomale dell’organismo, simili a quelle causate delle intolleranze alimentari. Queste reazioni si manifestano nel momento in cui il corpo non riesce a metabolizzare l’istamina in modo adeguato e corretto. Poiché non tutti sanno individuare e riconoscere la sintomatologia correlata all’intolleranza all’istamina, nè come gestirla, noi di Consiglibenessere abbiamo dedicato un approfondimento sulla sintomatologia, eziologia e i migliori consigli stilati dagli specialisti in allergologia.
Intolleranza all’istamina alimentare: quali sono i principali sintomi e i segnali precoci?
L’intolleranza all’istamina alimentare è una condizione in cui l’organismo riscontra notevoli difficoltà a processare e smaltire l’istamina introdotta attraverso l’alimentazione. Questa difficoltà scatena una sintomatologia analoga a quella causata dalle allergie alimentari. Tuttavia non si tratta di una vera e propria patologia gastrointestinale, bensì di un’incapacità del nostro organismo di scomporre l’istamina in modo completo, causando un accumulo di scorie metaboliche e sintomi indesiderati. Coloro che riscontrano l’accumulo di istamina sono soliti presentare una sequenza di 5 sintomi caratteristici:
- Disturbi gastrointestinali: dissenteria, crampi allo stomaco, meteorismo, gonfiore addominale post-prandiale, sensazione di nausea e vomito;
- Cefalea ed emicrania localizzata, pulsante o diffusa;
- Reazioni di natura cutanea: eritema, sensazione di prurito, orticaria e gonfiore al viso, alle labbra, alle palpebre o ad altre parti del corpo come mani e collo;
- Disturbi respiratori: naso che cola o congestionato, prurito agli occhi, lacrimazione anomala e difficoltà a respirare normalmente;
- Altri campanelli d’allarme: capogiri, battiti cardiaci accelerati, irregolarità del ciclo mestruale, ansia, irritabilità e disturbi del sonno.
Intolleranza all’istamina alimentare: quali sono le cause?
Le cause che sono alla base dell’intolleranza all’istamina impegnano gli allergologi in un processo diagnostico talvolta lungo e articolato. Attualmente gli specialisti sono concordi nell’affermare che questa tipologia di intolleranza può essere causata principalmente dalla carenza dell’enzima DAO: una condizione in cui l’organismo non genera abbastanza diamino ossidasi. Questa carenza enzimatica può indurre un accumulo di istamina nel sangue e causare una sintomatologia spesso confusa con altre allergie/intolleranze. Tra le altre possibili cause citiamo alcune patologie infiammatorie croniche dell’intestino (Morbo di Crohn, colite ulcerosa, SIBO), alcuni trattamenti farmacologici e il frequente consumo di alcol.
Intolleranza all’istamina alimentare: come individuarla e riconoscerla?
Per diagnosticare l’intolleranza all’istamina alimentare è sufficiente rivolgersi al proprio medico curante o ad uno specialista in allergologia, il quale indaga la storia clinica del paziente e raccoglie informazioni essenziali quali le sue abitudini nutrizionali e lo stile di vita. Alcuni campanelli d’allarme e sintomi che possono guidare lo specialista verso la corretta diagnosi sono:
- I sintomi si manifestano dopo l’assunzione di cibi ricchi di istamina (formaggi stagionati, insaccati, pesce affumicato o in scatola, vino rosso, i crauti, etc);
- I sintomi si aggravano con il consumo quotidiano di questi alimenti, ma diminuiscono subito dopo avere apportato cambiamenti al proprio regime alimentare, escludendo i cibi naturalmente ricchi di istamina;
- Esito negativo ai test per allergie o intolleranze alimentari: attraverso l’esecuzione dei test non è stata rilevata alcuna reazione avverse agli alimenti testati.
Istamina alimentare: cosa fare se si sospetta l’intolleranza?
Se sospettate di essere intolleranti all’istamina alimentare, rivolgetevi al vostro medico curante. In genere al medico è sufficiente valutare l’entità dei sintomi per poter effettuare una diagnosi completa. Più di rado, invece, il vostro medico potrebbe ritenere necessario avviare analisi approfondite e indirizzarvi verso una visita specialistica in allergologia. In attesa di sottoporvi a tale iter diagnostico, potreste apportare delle modifiche alle vostre abitudini alimentari e limitare il consumo di alimenti ricchi di istamina alimentare, come ad esempio:
- I formaggi stagionati a pasta dura e semi-dura (Parmigiano reggiano, Pecorino sardo, Grana padano, taleggio, etc);
- I salumi (prosciutto crudo, prosciutto cotto, bresaola, speck, pancetta, salame, coppa, mortadella, etc);
- Il pesce in scatola conservato in contenitori solitamente metallici (tonno, sardine, sgombro, alici, etc);
- Il pesce conservato e aromatizzato attraverso il processo di affumicatura (salmone, sgombro, aringhe, etc);
- Il vino rosso, il prosecco, la birra, lo champagne e tutte le altre bevande che contengono una percentuale di alcol;
- Altri alimenti: pomodori, crauti, spinaci, melanzane, cioccolato e frutta disidratata.
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