La dieta low carb, detta anche dieta chetogenica e dieta a basso contenuto di carboidrati, è un modello nutrizionale ipocalorico basato su una marcata riduzione del consumo di carboidrati, (pasta, prodotti da forno, riso, zuccheri, etc) rispetto a un regime nutrizionale standard. Lo scopo principale della dieta low carb è quello di diminuire la concentrazione di glucosio nel sangue e stimolare la perdita di riserve adipose, costringendo l’organismo a smaltire i grassi per generare energia. In una dieta low carb l’autoanalisi glicemica, ossia quel processo di misurazione della glicemia a casa o in altri contesti non clinici, avvalendosi dell’uso del glucometro e strisce reattive, è indispensabile per controllare gli effetti della dieta sul monitoraggio degli zuccheri ematici e per apportare eventuali correzioni e adattamenti. Poichè la risposta glicemica ad un determinato alimento cambia a seconda di vari criteri (metabolismo, livello di sedentarietà, presenza di patologie preesistenti come il diabete) e a seconda della composizione del pasto stesso, eseguire l’autoanalisi glicemica diviene strettamente necessario per impostare la dieta in maniera personalizzata e tenendo conto delle proprie esigenze. Data la complessità di questo argomento, nei prossimi paragrafi vi aiuteremo a capire come interpretare i dati dell’autoanalisi glicemica.
Diete low-carb e autoanalisi glicemica: come vanno interpretati i dati?
Coloro che seguono la dieta low carb sanno bene che l’autoanalisi della glicemia è fondamentale per controllare gli effetti del regime dietetico sui loro valori glicemici. I dati ottenuti, infatti, consentono di capire come l’organismo risponde alle diverse quantità di carboidrati ed eventualmente apportare modifiche alla dieta. È importante interpretare i dati tenendo in considerazione i propri scopi ed eventuali patologie. Diamo uno sguardo ravvicinato ai principali criteri di interpretazione dei dati:
- Misurazione dei valori basali: secondo i diabetologi e i nutrizionisti è opportuno misurare i propri valori di glicemia a digiuno, al fine di avere un punto di riferimento iniziale;
- Misurazione della glicemia dopo i pasti: i medici suggeriscono di misurare la glicemia ematica dopo aver consumato i pasti principali (colazione, pranzo, cena). Lo scopo è capire se i carboidrati consumati stiano effettivamente influenzando i livelli di glicemia nel sangue;
- Comparazione con i valori di riferimento: mettere a confronto i risultati con i valori glicemici normali (es. 70-100 mg/dL a digiuno, sino a 140 mg/dL dopo i pasti) può aiutare a comprendere se la dieta low carb sta funzionando in maniera efficace;
- Controllo della chetosi: quando si segue un regime alimentare a ridotto consumo di carboidrati può capitare che l’organismo vada in chetosi, ossia quello stato metabolico in cui l’organismo, in assenza di carboidrati, comincia a produrre corpi chetonici (acetone, acetoacetato e beta-idrossibutirrato) come unica fonte di energia anziché lo zucchero. In questo caso l’autoanalisi della chetonemia può aiutare a monitorare questo stato metabolico, ma è consigliabile farlo con l’ausilio di un medico.
Se nutrite dubbi, perplessità o se siete affetti da una o più patologie, rivolgetevi ad un medico specialista in alimentazione e nutrizione. Lui saprà aiutarvi ad interpretare i dati e vi fornirà dei consigli personalizzati. Inoltre se dovesse verificarsi un calo significativo dei vostri valori glicemici, interrompete la dieta low carb e consultare un nutrizionista. In un regime dietetico low carb è indispensabile valutare i dati con estrema attenzione, tenendo in considerazione le proprie patologie e consultando uno specialista in caso di problemi o patologie croniche preesistenti.
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