Infiammazione di basso grado: cos’è e come contrastarla ogni giorno

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L’infiammazione cronica sistemica di basso grado (ICSBG), detta anche Inflammaging, è una condizione dell’organismo caratterizzata da una flogosi lieve (basso grado), perdurante (cronica) che non provoca una sintomatologia ben definita e visibile, ma che scatena effetti sistemici in tutto l’organismo. Le cause che ne sono alla base impegnano gli specialisti di immunologia in un processo diagnostico spesso lungo e articolato. Attualmente gli esperti sono concordi nell’affermare che l’infiammazione cronica sistemica di basso grado sia responsabile dell’insorgenza di numerose patologie che negli ultimi decenni si sono affermate e diffuse nella cosiddetta “società occidentale”: diabete, dislipidemie, patologie autoimmunitarie, neoplasie, dermatiti croniche, allergie alimentari, intolleranze alimentari, Morbo di Alzheimer, depressione, patologie cardiocircolatorie, infarto, ictus, artrite, osteoporosi, fibromialgia e patologie all’apparato respiratorio. Proseguendo con la lettura del nostro articolo troverete un focus approfondito sull’eziologia, sintomatologia e trattamento terapeutico dell’ICSBG.

Infiammazione cronica sistemica di basso grado: in cosa consiste esattamente?

Durante l’infiammazione cronica sistemica di basso grado i processi infiammatori del nostro organismo vengono stimolati in maniera latente e a livelli obiettivamente bassi. Questa condizione dell’organismo persistente e continua richiede un costante “aiuto” alle difese immunitarie e, a lungo andare, può causare un vero e proprio esaurimento del sistema immunitario. Durante l’infiammazione cronica di basso grado non avviene una regolare progressione biochimica e cellulare, tipica dell’infiammazione acuta, ma si verificano reazioni organiche indistinte e confuse contrastanti tra loro. Sebbene in alcuni casi l’infiammazione cronica di basso grado decorra in maniera asintomatica, possono ugualmente verificarsi cambiamenti ormonali e/o alterazioni di natura immunitaria e metabolica.

Infiammazione cronica sistemica di basso grado: quali sono le cause e i fattori di rischio?

Le cause che sono alla base dell’infiammazione cronica sistemica di basso grado impegnano i medici in un processo diagnostico talvolta lungo e complesso. Tra le principali cause e fattori di rischio troviamo, senza ombra di dubbio, un’alimentazione poco equilibrata e uno stile di vita scorretto. Nello specifico gli specialisti parlano di regimi nutrizionali ipercalorici caratterizzati da un consumo elevato di zuccheri, acidi grassi trans, carne rossa, alcolici e un consumo inadeguato di alimenti di origine vegetale. A contribuire all’insorgenza dell’infiammazione cronica sistemica di basso grado anche uno stile di vita sedentario, l’inquinamento ambientale e alimentare (metalli pesanti, additivi chimici, pesticidi, farmaci) e una condizione cronica di stress psico-emotivo. Sebbene sembri che questi fattori di rischio differiscano tra loro, contribuiscono in ugual misura a mantenere cronicamente elevati i livelli di citochine pro-infiammatorie, lo stress ossidativo cellulare, l’acidosi tissutale, i livelli di cortisolo ed insulina.

Infiammazione cronica sistemica di basso grado: come si diagnostica?

Il medico specialista in immunologia sottopone il paziente ad una visita approfondita, supportata da esami strumentali e di laboratorio. Poiché non esistono esami specifici che consentono di diagnosticare l’Infiammazione cronica di basso grado, l’immunologo indaga la storia clinica del paziente e raccoglie informazioni essenziali, come ad esempio le sue abitudini alimentari e lo stile di vita. Alcuni campanelli d’allarme e sintomi possono guidare lo specialista verso la corretta diagnosi dell’ICSBG: ristagno idrico, difficoltà nella perdita di peso, spossatezza costante, mal di testa ricorrenti, insonnia e sbalzi d’umore. Sottoporsi agli esami del sangue di routine (check up ematochimico) può contribuire altresì al raggiungimento di una diagnosi corretta: l’omocisteina, la lipoproteina A, il rapporto tra acidi grassi Omega 3 e Omega 6, l’emoglobina glicata, la vitamina D e naturalmente i livelli di colesterolo, soprattutto il rapporto tra LDL e HDL.

Infiammazione cronica sistemica di basso grado: qual è la migliore terapia da seguire?

La corretta terapia per l’infiammazione cronica sistemica di basso grado è strettamente correlata all’eziologia dalla patologia. In genere il trattamento terapeutico prescritto dagli specialisti consiste nell’apportare modifiche e correzioni alle abitudini nutrizionali del paziente:

  1. Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, caratterizzato dal consumo quotidiano di frutta di stagione, verdura fresca, frutta secca, prodotti ittici e un consumo moderato di olio extravergine d’oliva;
  2. Ridurre il consumo di carne rossa, insaccati, latte, prodotti lattiero-caseari e cibi ultra processati;
  3. Smettere di fumare avvalendosi di numerosi approcci psicologici (come l’ipnosi, l’auricoloterapia, l’agopuntura, etc) o l’uso delle e-cig, che possono facilitare il processo di disassuefazione e disintossicazione da nicotina;
  4. Ridimensionare il consumo giornaliero di superalcolici. Nei momenti di convivialità, prediligere il consumo di vino e birra;
  5. Controllare periodicamente che il proprio peso corporeo rientri nella normalità, mediante il calcolo dell’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index);
  6. Seguire uno stile di vita che preveda una regolare attività sportiva e ridurre, per quanto sia possibile, gli eventi stressogeni: le situazioni, sia esterne che interne all’individuo, che causano elevati livelli di stress.

 

 

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(Fonte immagine: Unsplash)